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Bennato: "Santa Maria non farti cadere le braccia!"

 
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Pendaglio da Forca
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MessaggioInviato: Ven Nov 06, 2009 12:10 pm    Oggetto: Bennato: "Santa Maria non farti cadere le braccia!" Rispondi citando

Bennato: "Santa Maria non farti cadere le braccia!"




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Premessa: su Facebook si sta articolando una seria discussione sulla non valorizzazione dell'immenso patrimonio archeologico della città del foro. Mi è sembrato, dunque, opportuno pubblicare una intervista che mi rilasciò-nel 2005- Edoardo Bennato dove l'autore di "sono solo canzonette" si "meravigliò" non poco dell'Anfiteatro. L'intervista fu pubblicata da "Il Quotidiano di Caserta" che all'epoca codirigevo.

Bennato: "santa Maria non farti cadere le braccia!"

Qualche capello grigio in più ma con la stessa sana voglia di trasgressione rock che aveva quando, più di trent'anni fa, salì per la prima volta su un palco durante una notissima festa di partito. E d'allora in poi, Bennato ha sempre tirato dritto per la sua strada anche se oggi è il primo a dichiararsi sbandato come la canzone più significativa del suo ultimo cd. All'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere si sono da poco spente le luci e Edoardo mi riceve in un camerino improntato alla buona. Una intervista di solito prevede che sia l'intervistatore il primo a fare domande ma il Bob Dylan dei Campi Flegrei anche in questo è fuori da ogni regola.

"Lei è proprio di Santa Maria Capua Vetere?"

Sì. Come mai questa domanda?

"Beh avete una meraviglia del genere in questa cittadina e non lo fate sapere a nessuno? Io, prima di fare il cantautore, ho studiato e mi sono laureato in architettura, sono napoletano, ho girato mezzo mondo, pensavo almeno di conoscere bene la Campania ma di questo bellissimo posto non ne avevo mai sentito parlare. Forse voi sammaritani siete così gelosi di questo gioiello che volete tenervelo tutto per voi? Ma avete mai pensato di valorizzarlo come meriterebbe?"

Guardi che non è affatto facile per la provincia di Caserta inserire i propri monumenti in un circuito turistico di respiro nazionale ed internazionale. Da noi, con l'eccezione della reggia vanvitelliana, di grandi promozioni se ne vedono pochine...

"Ma che peccato, paisà! Neanche la mia orchestrala Patrizia Sirigu che abita a pochi passi da qui me ne aveva mai parlato. E' un luogo favoloso. E mi è piaciuta tanto pure questa gente. Spero che queste due orette trascorse in compagnia siano state di loro gradimento..."

Beh, gli applausi e le richieste di bis non lasciano spazi a dubbi. Senta, volevo chiederle: ma come si diventa Edoardo Bennato, ossia un cult per coloro che erano giovani negli anni settanta e ottanta?

"Per diventare, come dice lei, Bennato ho dovuto fare le valige ed emigrare da Napoli appena dopo la maturità e trasferirmi a Milano. Lì mi iscrissi all'università e iniziai a fare provini presso alcune case discografiche. Ma, nonostante fossi il fratello di Eugenio, che poi per le mie scelte musicali sucessive mi diede addirittura ma bonariamente del Rinnegato, non riuscivo a incidere un bel nulla. Finalmente, dopo una gaveta lunghissima, riuscì a incidere "Non farti cadere le braccia". Un LP che ancora oggi si vende molto ma che all'epoca..."

Non mi dica che in quegli anni non piacque?

"No no. anzi, per piacere piaceva molto. Tanto che immaginai stesse andando benissimo anche come copie vendute. Ricevevo, infatti, svariati complimenti anche dagli addetti ai lavori. Peccato, però, che dopo un annetto che era in circolazione avevo venduto appena quattrocento copie o qualcosina in più. In pratica, lo avevano comprato solo i miei amici più stretti, i parenti e le zie che mi telefonavano da Napoli per incoraggiarmi e qualche impresario che si ostinava a farlo ascoltare in giro. Insomma, la critica, quantunque di famiglia, era tutta dalla mia parte. Solo che, ieri come oggi, vendere un disco significa passaggi in radio e nelle tv e una buona campagna promozionale. E per me la Rai era un vero tabù: nel senso che non mi invitavano nemmeno per sbaglio! E come se non bastasse "Non farti cadere le braccia" non veniva trasmesso da nessuna emittente radiofonica. Gli esperti, si fa per dire, dicevano che la mia voce era sgradevole e non adatta per le radio. Ero amareggiato, pensavo di mettermi a fare lo studente universitario a tempo pieno fino a quando ci fu una svolta inimmaginabile"

Che svolta? Non mi tenga sulle spine!

"Eo così incazzato che mi autoproposi al Festival degli sconosciuti al parco Lambrate durante una Festa dell'Unità. Prima di salire sul palco ero un perfetto sconosciuto di belle speranze. La fortuna volle che ad ascoltarmi c'erano i critici musicali dei giornali di Sinistra che, il giorno dopo, sulle colonne dei loro giornali mi definirono l'Alfiere della ribellione giovanile in Italia. Morale della favola: dopo quelle recensioni tutte le radio facevano a gara nel trasmettere le mie canzonette e mi trovai catapultato in Hit Parade. Manco a dirlo, la mia casa discografica mi voleva imporre di fare subito un altro disco dopo che c'era mancato poco che ritirassero il primo dal commercio visto che non riusciva nemmeno a coprire le spese di incisione e di distribuzione"

Il grande successo le arrise qualche anno dopo con "Il gatto e la volpe" e poi con "Sono solo canzonette". Milioni di LP venduti, primi posti nella Hit Parade e lei era davvero diventato una icona della insofferenza giovanile nel Belpaese...

"Sì, ma il sistema non mi piaceva all'epoca e non mi piace neanche oggi, con l'aggravante che ai nostri tempi di artisti veri in circlazione ce ne sono pochi. A meno che non vogliamo considerare un fenomeno la Madonna! E che la musica italiana e quella mondiale si è omologata, l'unico grande che è rimasto è Bruce Springstein a causa di un mercato globale che tende ad omologarci tutti e ad omologare i nostri gusti. Ecco percè dico che le uniche novità originali che verranno nei prossimi anni riguarderano giovani di piccole località che non sono stati ancora omologati e che hanno la fortuna di vivere una vita a misura d'uomo. Per il resto, haimè, saranno davvero solo canzonette..."

Mario Tudisco
Pubblicato da mario tudisco a 3.38
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