Indice del forum

 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 

Napoli non è una carta sporca...

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum ->
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Ads






Inviato: Mer Nov 22, 2017 10:58 pm    Oggetto: Ads

Top
Tony
signor membro
signor membro


Registrato: 22/09/06 11:31
Messaggi: 68
Residenza: Guidonia (Roma)

MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2008 8:01 pm    Oggetto: Napoli non è una carta sporca... Rispondi citando

Caro Fronte…
Tempo di festività. Di regali. A proposito di questi ultimi vorrei cercare di addentrarmi su un argomento al centro delle cronache italiane: la vera e propria emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Premetto che affronto questo argomento mosso dall’amore che mi lega a questa città e ai suoi abitanti. Sono arrabbiato. Arrabbiato perché la criminalità organizzata è riuscita dove non è riuscito lo stato italiano: un vero e proprio lavaggio del cervello in tutti gli strati della popolazione. Termovalorizzatore uguale a inquinamento, uguale a tumori, uguale a inciviltà. Meglio allora affidare l’eco business ad aziende nord europee, possibilmente tedesche, che già si stropicciano le mani al solo pensiero dei possibili guadagni. E aggiungere costi ad altri costi. Perchè spedire i cumuli di rifiuti assolutamente non differenziate darà il via a un bell'esborso di euro che riguarderà tutti noi. Sono arrabbiato perché non ho sentito una sola voce dell’ “intellighenzia” partenopea levarsi a favore o contro i suddetti impianti. Mi sarebbe piaciuto chiedere un parere “off records” a EuBen. Lo chiederò a Mario Insenga dei Blue Stuff il prossimo 17 gennaio a Roma. Mi sarebbe piaciuto leggere, ascoltare, i punti di vista di Edoardo Bennato, Pino Daniele, Teresa e Giuliana De Sio, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, James Senese, Peppe Barra, Roberto De Simone, Luca De Filippo, i fratelli Giuffrè, Lello Arena… Mi sarebbe piaciuto. E invece sulle molteplici edizioni di tg targati Rai e Mediaset va in onda il nulla. Tranne un intervento di Luciano De Crescenzo sul tg 1. Intervento ripetuto pari pari al tg 2, seguito da un parere dello scrittore Raffaele La Capria. Interventi, a mio modo di vedere, all’acqua di rose. Soprattutto quello di De Crescenzo che ha avuto la furbizia dell’autocitazione di un episodio del suo “Bellavista”. Insomma, nessuno che abbia la bontà di mettersi in gioco. Da una parte o dall’altra della barricata. Costeggiando in autostrada il termovalorizzatore di Brescia mi sono posto alcune domande: perché solo in Campania c’è l’annosa, atavica problematica dei rifiuti? Perché non accade in altre regioni? Perché nei paesi del nord Europa i termovalorizzatori sono numerosi e funzionanti (in Germania addirittura sono stati “abbelliti” da artisti di fama mondiale!)? E aggiungo rispondendo a quanti mi diranno: “Non si conoscono gli eventuali danni alla salute pubblica creati da questi impianti.”: credete che gli organi preposti al controllo della salute pubblica europea siano in combutta con amministratori di società di costruzione di termovalorizzatori? Non credete che se vi fosse stato un solo caso di tumore in coloro che vivono nei pressi di questi impianti, la faccenda sarebbe venuta fuori? Passi per il nostro “BelPaese” ove tutto quel che riguarda il rischio per la salute pubblica viene costantemente insabbiato e peggio ancora reiterato… Permettetemi di avere fiducia nei nostri partners europei che in quanto a normative sono assolutamente severi. Prova ne sia il richiamo di Bruxelles all’Italia riguardo alla diossina scaturita dagli incendi dei cumuli di immondizia. Scusatemi, ma il bene che voglio a questa città mi fa tirare somme amare. Voglio credere e sperare che la popolazione campana non sia felice di trovarsi al centro delle cronache internazionali per questi argomenti. Non è più tempo del “Tira a campare”. Dai miei amici napoletani mi aspetto l’orgoglio e la risolutezza per superare questa macchia che non meritano. Dagli artisti, un minimo di amor proprio e il coraggio nel denunciare questi fatti. Con l’abbondanza di mezzi che la rete offre non bisogna aspettare la testata e il giornalista compiacente che cercano di ironizzare su un argomento così drammatico…
Un abbraccio Caro Fronte. Vi allego un articolo ricordando (se ce ne fosse bisogno) che la civiltà e la salute pubblica non appartengono nè alla destra nè alla sinistra...

Il Foglio 4.1.2008
Monnezza modello Brescia


Napoli affonda nei rifiuti, la Campania cavilla sulle discariche e gli inceneritori. La Leonessa ne ha uno in città, la gente è contenta, la vita è ordinata, le emissioni sono diminuite e i Nimby si tengono molto alla larga. Mentre Napoli (che “è ‘na carta sporca e nisciun se n’mporta”) e provincia sprofondano sotto cumuli di spazzatura, roghi e blocchi stradali, c’è una città italiana modello per la gestione del ciclo dei rifiuti, con tanto di inceneritore urbano. E’ Brescia. Il suo termovalorizzatore soddisfa un terzo del fabbisogno energetico della popolazione, serve 170 mila famiglie e riceve i rifiuti di un’area urbana di quasi un milione di abitanti, la seconda della Lombardia. Strade pulite, aria meno inquinata dai fumi delle caldaie, luce e gas nelle case tramite combustione di rifiuti, nessuna agitazione di retroguardia nimbysta (da Nimby: not in my back yard, non nel mio cortile) o malavitosa: questo è il risultato raggiunto dagli amministratori bresciani negli anni Novanta. Naturalmente giocava dalla parte di Brescia, un certo civismo nordico che facilitaval’affermazione della raccolta differenziata – oggi quasi al 50 per cento – in modo da ridurre tempi e costi del trattamento dei rifiuti da immettere nel termovalorizzatore. La struttura fu costruita con rapidità, per le abitudini italiane: quattro anni dall’assegnazione della gara d’appalto all’avviamento. L’inceneritore compirà a marzo dieci anni. L’esperienza sembra aver dato i suoi frutti di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente. Malgrado le proteste che alcuni comitati locali vicini alla sinistra antagonista ciclicamente ripropongono, insistendo soprattutto sui rilievi mossi dall’Unione europea sin dal 2003 riguardo la valutazione di impatto ambientale allora assente sulla terza linea dell’impianto, la sindrome Nimby che sta paralizzando Napoli non attecchisce a Brescia. Dicono da A2A, la municipalizzata che gestisce l’impianto, nata dalla fusione tra la locale Asm e la milanese Aem, che in dieci anni non sono stati superati nemmeno per un’ora i limiti sulle emissioni dei fumi del materiale bruciato e gli scarichi del termovalorizzatore rappresentano comunque appena lo 0,1 per cento di quelli da traffico cittadino. I bresciani sembrano soddisfatti del modello che ne fa degli italiani molto europei, al punto da far visitare i padiglioni dell’inceneritore alle scolaresche. Considerano il termovalorizzatore come un pezzo della città, un’opera pubblica costruita tenendo conto delle esigenze della comunità locale e vincendo alcune resistenze iniziali (le tre circoscrizioni interessate sono state concordi nel sì all’impianto, esponenti ambientalisti sedevano nell’osservatorio che controllava i lavori). Sì, certo, dicono i polemici, era una concertazione da cattolicesimo democratico cittadino, ma teneva conto delle opportunità offerte dal progresso tecnologico. L’opposto del clima da incubo veteroindustriale che domina la lenta costruzione degli inceneritori campani, in primis quello supercontestato di Acerra. Con un sistema di teleriscaldamento, l’energia viene convogliata nelle case sotto forma di elettricità e di calore. La procedura consente di ridurre le emissioni delle caldaie (ne sono state spente circa 20mila), con un risparmio di circa 150 mila tonnellate di petrolio solo nel 2006. Il sindaco di Brescia Paolo Corsini, esponente del Pd lombardo, ha recentemente detto che la raccolta differenziata è arrivata al 50 per cento e ha aggiunto che “la Columbia University di New York ci ha giudicato, tramite un suo organismo composto da scienziati di diverso orientamento, il miglior termovalorizzatore del mondo”. Le associazioni ambientaliste contestano questo riconoscimento sostenendo che tra i finanziatori dello studio ci sia anche una delle società produttrici del termovalorizzatore. Però, qualunque sia il suo posto in classifica, prima o dopo Malmoe, Svezia, l’inceneritore bresciano funziona, ed è meglio fidarsi della Columbia che di un gruppo di agit-prop Nimby.

_________________
"Equilibri insicuri sopra un filo sospeso
fra le regole nuove di Schoenberg..."
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi
c d
e

FORUM DEDICATO AI FANS DI EDOARDO BENNATO


Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso - Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora! Created by Hyarbor & Qooqoa
Confirmed

Page generation time: 5.986